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Capri Villa Jovis

La villa dove l'Imperatore Tiberio si ritiṛ a vita privata.

Villa Jovis: informazioni pratiche

  • Come arrivare: a piedi partendo dalla Piazzetta percorrendo Via Longano, Via Sopramonte e Via Tiberio. La strada è tutta in salita e il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti.
  • Orari d'apertura: 9.00-13.00. Chiusa il martedì dal 1° al 15 del mese e le domeniche dal 16 al 31 del mese.
  • Biglietto: 2 euro, gratuito per i cittadini europei minori di 18 anni e maggiori di 65.

L'imperatore Tiberio fu il primo "turista" che si innamorò perdutamente dell'isola di Capri, tanto da decidere di lasciare la caotica Roma e ritirarsi qui.

Durante il I sec d.C fece costruire sull'isola 12 ville. Tra queste Villa Jovis è la più grande: estesa su un'area di circa 7.000 metri quadri domina l'intero promontorio di Monte Tiberio e la conca che scende verso Cesina. La vista che si può godere dal lato nord abbraccia buona parte del Golfo di Napoli, spaziando dall'Isola di Ischia fino a Punta Campanella, mentre il lato sud affaccia sul centro di Capri.

Le sue caratteristiche architettoniche ricordano quelle delle classiche ville del periodo romano, ma anche quelle di una piccola fortezza. Al centro si trovavano le cisterne per la raccolta delle acque piovane, risorsa fondamentale su un'isola priva di fonti naturali, usate sia come acqua potabile che come riserva destinata alle terme che si articolavano nei classici ambienti del apodyterium, frigidarium, tepidarum e calidarium.

Sul versante ovest della villa trovava posto il quartiere servile e a nord l'alloggio dell'imperatore e dei suoi collaboratori più fidati, come l'astrologo Trasillo. Il versante est, invece, era occupato dalla sala del trono.

L'antico faro utilizzato per le segnalazioni con la terraferma e le osservazioni astronomiche è crollato a causa di un terremoto pochi giorni dopo la morte di Tiberio.

Scoperta nel XVIII secolo durante il dominio di Carlo di Borbone, Villa Jovis si presenta ben conservata anche se numerosi reperti sono andati persi. Altri, invece, sono conservati nelle sale del Museo Archeologico di Napoli e nella Chiesa di Santo Stefano a Capri. Alcuni elementi delle paste vitree di colore rosso ed azzurro sono state utilizzate per la mitria e la collana di San Costanzo, il patrono dell'Isola di Capri.

Solo nel 1932 fu messo in atto un lavoro di recupero capace di valorizzare realmente le rovine di Villa Jovis. L'opera di restauro fu diretta dall'archeologo Amadeo Maiuri, all'epoca Soprintendente alle Antichità della Campania e Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e permisero di liberare il sito dalle macerie che si erano accumulate nel corso degli anni. Oggi l'ultimo tratto di strada che permette di raggiungere Villa Jovis è dedicato proprio all'archeologo napoletano che ha permesso di riportare alla luce una delle principali dimore di Tiberio a Capri.

Come arrivare a Villa Jovis

Da Piazza Umberto I, per Via Le Botteghe, Via Fuorlovado, Via Croce e Via Tiberio, oppure, sempre da Piazza Umberto I, percorrendo Via Longano, Via Sopramonte e Via Tiberio. Preparatevi: la strada è tutta in salita.
Tempi: 45 minuti.

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